Il diritto all’abitazione opposabile, o DALO, è un ricorso giuridico istituito dalla legge del 5 marzo 2007. Permette a una persona residente in Francia in modo regolare, che non riesce ad accedere con mezzi propri a un’abitazione decorosa e indipendente, di far riconoscere la propria situazione come prioritaria per l’assegnazione di un alloggio sociale.
Questo ricorso non garantisce un’abitazione immediata. La disponibilità dipende dal parco sociale locale e i tempi variano notevolmente a seconda dei dipartimenti.
Tempi di attesa DALO e tasso di assegnazione: cosa mostrano i dati recenti
Le schede amministrative descrivono la procedura, ma raramente la sua reale efficacia. I dati più recenti rivelano un paradosso. Nel 2024, 23 682 ricollocamenti sono stati effettuati ai sensi del DALO a seguito di un’offerta prefettizia, con un incremento dell’8,2 % rispetto al 2023.
Questo aumento si verifica in un contesto di carenza generalizzata di alloggi sociali. Il trattamento delle pratiche prioritarie è stato leggermente intensificato nonostante la tensione del mercato.
Il rovescio di questa statistica merita attenzione. Il tasso di assegnazione di alloggi ai nuclei DALO è in calo: 23,1 % nel 2025 contro 29,2 % nel 2019. In concreto, essere riconosciuti prioritari dalla commissione di mediazione non si traduce in una proposta di alloggio in meno di un quarto dei casi. Comprendere le condizioni di accesso all’alloggio DALO permette di anticipare meglio questa realtà prima di presentare un dossier.

Condizioni cumulative per presentare un ricorso DALO
Il ricorso DALO non è aperto a chiunque sia in cerca di alloggio. Tre condizioni devono essere soddisfatte simultaneamente.
- Risiedere nel territorio francese in modo regolare, ossia avere la nazionalità francese o disporre di un titolo di soggiorno valido, senza condizione di anzianità del titolo.
- Rispettare le condizioni di reddito per un alloggio sociale, ossia non superare i limiti di reddito applicabili nel dipartimento interessato.
- Aver compiuto almeno un’azione preliminare per accedere a un alloggio o mantenerlo: richiesta di alloggio sociale presentata e rinnovata, segnalazione al servizio di igiene, messa in mora del proprietario per lavori di messa in decenza.
Questi tre criteri sono cumulativi. L’assenza di uno solo comporta il rigetto del dossier da parte della commissione di mediazione.
Le sette situazioni che danno diritto al ricorso
Oltre alle tre condizioni di base, il richiedente deve trovarsi in almeno una delle seguenti situazioni:
- Essere senza fissa dimora.
- Essere minacciato di sfratto senza soluzione di ricollocamento.
- Essere ospitato in una struttura di accoglienza o alloggiato temporaneamente in attesa di un alloggio definitivo.
- Essere alloggiato in locali inadeguati all’abitazione, insalubri o pericolosi.
- Essere alloggiato in un’abitazione che non presenta le caratteristiche di decenza, con almeno un bambino minorenne o una persona disabile.
- Essere alloggiato in un’abitazione sovraffollata, con un bambino minorenne o una persona disabile.
- Aver presentato una richiesta di alloggio sociale senza ricevere una proposta adeguata in un tempo anormalmente lungo, variabile a seconda dei dipartimenti.
L’ultima situazione è la più frequentemente invocata. Il tempo anormalmente lungo è fissato da un decreto prefettizio in ogni dipartimento e può variare da alcuni mesi a diversi anni a seconda della tensione del mercato locale.
Commissione di mediazione DALO: deposito e esame del dossier
Il ricorso DALO si presenta davanti alla commissione dipartimentale di mediazione, spesso designata con l’abbreviazione Comed. Ogni dipartimento ne possiede una.
Il dossier è composto dal modulo Cerfa dedicato, accompagnato dai documenti giustificativi che provano la situazione del richiedente: giustificativi di residenza regolare, avviso di imposizione, attestazione di richiesta di alloggio sociale, documenti relativi all’alloggio attuale (decreto di insalubrità, constatazione di un ufficiale giudiziario, sentenza di sfratto).
La Comed dispone di un termine di tre mesi per emettere la propria decisione nel caso di un ricorso per alloggio, e di sei settimane per un ricorso per ospitalità (DAHO). Esamina il carattere prioritario e urgente della richiesta.
Decisione favorevole o rigetto
Se la commissione riconosce il richiedente come prioritario, trasmette il dossier al prefetto. Quest’ultimo deve quindi proporre un alloggio adeguato entro sei mesi in Île-de-France e tre mesi negli altri dipartimenti.
In caso di rigetto, il richiedente può contestare la decisione davanti al tribunale amministrativo. Questo ricorso contenzioso è aperto anche quando il prefetto non ha proposto un alloggio nel termine stabilito dopo una decisione favorevole.
Ricorso contenzioso davanti al tribunale amministrativo
Il tribunale amministrativo può ordinare l’alloggio o il ricollocamento del richiedente e accompagnare la propria decisione con una sanzione finanziaria versata al Fondo nazionale di accompagnamento verso e nell’alloggio (FNAVDL). Questa sanzione è a carico dello Stato.
Il ricorso contenzioso rimane un vero strumento di pressione, ma la sua efficacia dipende dalla capacità del prefetto di mobilitare alloggi disponibili. Nelle zone molto tese, anche una decisione di giustizia non produce risultati immediati per mancanza di offerta sufficiente.

La distinzione tra DALO (abitazione) e DAHO (ospitalità opposabile) è da tenere presente. Il DAHO riguarda le persone in cerca di ospitalità d’emergenza o di alloggio temporaneo, con tempi di trattamento più brevi e soluzioni diverse (posti in centri di accoglienza, hotel sociale, residenza sociale).
Il ricorso DALO rimane un diritto, non un dispositivo di accesso diretto all’alloggio. Il continuo calo del tasso di assegnazione dal 2019 dimostra che il riconoscimento prioritario non è più sufficiente a compensare la carenza strutturale di alloggi sociali nei dipartimenti più richiesti.



