
Un lavoratore che rovescia il suo caffè sul computer portatile fornito dall’azienda, un danno d’acqua che distrugge documenti professionali archiviati nell’ufficio domestico, una caduta dalle scale durante l’orario di lavoro: ogni situazione coinvolge contratti assicurativi diversi. Il telelavoro confonde il confine tra assicurazione abitativa e assicurazione professionale, e la maggior parte dei contratti multirischi per abitazione non è stata progettata per coprire un’attività professionale regolare a casa.
Responsabilità civile professionale e assicurazione abitativa: due contratti, due ambiti
Il contratto multirischi per abitazione (MRH) copre i danni legati alla vita privata nell’abitazione: incendio, danno d’acqua, furto di beni personali, responsabilità civile vita privata. Il contratto di assicurazione professionale del datore di lavoro, invece, copre i danni subiti o causati nell’ambito dell’attività professionale, compreso il materiale affidato al lavoratore.
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Il problema sorge quando si verifica un sinistro a casa durante il telelavoro. L’assicuratore dell’abitazione può rifiutare l’indennizzo se il danno ha una causa professionale. L’assicuratore del datore di lavoro può, dal canto suo, contestare la sua assunzione in carico se il sinistro rientra nella vita privata. Il lavoratore si trova tra due rifiuti di garanzia.
Prima di firmare un emendamento o modificare un contratto, è utile verificare la copertura della propria assicurazione per il telelavoro confrontando le clausole del proprio MRH e quelle dell’assicurazione sottoscritta dalla propria azienda.
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Materiale professionale danneggiato a casa: chi indennizza il sinistro
Il datore di lavoro rimane responsabile del materiale che mette a disposizione del lavoratore in telelavoro. La sua assicurazione multirischi professionale deve coprire la sostituzione di un computer, di uno schermo o di un telefono in caso di rottura, furto o danno d’acqua. Il lavoratore non deve mobilitare il proprio MRH per questo tipo di danno.
La difficoltà appare in tre casi specifici:
- Il lavoratore utilizza il proprio materiale (BYOD) senza convenzione scritta con il datore di lavoro: nessuna assicurazione professionale copre un bene che non appartiene all’azienda, e il MRH può escludere un uso professionale regolare.
- Il materiale professionale è danneggiato da un sinistro domestico (perdita d’acqua, sovratensione elettrica): l’assicuratore dell’abitazione considera il danno come rientrante nella sua garanzia per danno d’acqua o evento elettrico, ma a volte esclude i beni professionali dall’indennizzo.
- Un terzo (bambino, animale) rompe il materiale professionale: la responsabilità civile vita privata del lavoratore può essere coinvolta nei confronti del datore di lavoro, a condizione che il contratto MRH non contenga una clausola di esclusione per i beni affidati.
Il certificato di assicurazione abitativa richiesto dal datore di lavoro non risolve queste zone grigie. Conferma solo l’esistenza di un contratto MRH, senza garantire che questo contratto copra effettivamente l’attività professionale a casa.
Clausola di uso professionale nel contratto MRH: cosa verifica l’assicuratore
La maggior parte dei contratti multirischi per abitazione prevede una dichiarazione di uso dell’abitazione. Un’abitazione dichiarata come residenza principale ad uso esclusivamente privato non copre, per default, un’attività professionale esercitata in modo abituale.
Per il telelavoro occasionale (alcuni giorni al mese), la maggior parte degli assicuratori considera che il MRH standard sia sufficiente. Il telelavoro regolare o a tempo pieno richiede una dichiarazione all’assicuratore, o addirittura un emendamento al contratto. Questa distinzione si basa sulla frequenza e sulla natura dell’attività, non sullo status giuridico del lavoratore.
Indipendenti e micro-imprenditori: un rischio di esclusione più elevato
Un lavoratore autonomo che opera a casa cumula le funzioni di lavoratore e datore di lavoro ai fini dell’assicurazione. Il suo MRH non copre né la sua responsabilità civile professionale, né i danni causati a un cliente ricevuto da lui, né il materiale professionale utilizzato per la sua attività.
Deve sottoscrivere una assicurazione responsabilità civile professionale distinta e verificare che il suo contratto di abitazione consenta l’esercizio di un’attività indipendente a casa. Ricevere clienti a casa, ad esempio, espone a rischi legali che né la RC vita privata né il MRH classico coprono.

Telelavoro transfrontaliero e copertura dell’abitazione in Francia
Gli accordi sul telelavoro transfrontaliero consentono ora a un lavoratore transfrontaliero di lavorare regolarmente da casa in Francia per un datore di lavoro straniero. L’assicurazione abitativa rimane soggetta alle normative francesi, indipendentemente dal paese di impiego.
Questo caso crea un’asimmetria raramente prevista. L’assicurazione professionale del datore di lavoro straniero potrebbe non coprire un sinistro verificatosi in Francia, o applicare condizioni di indennizzo diverse dal diritto francese. Il lavoratore transfrontaliero deve quindi verificare che il proprio MRH accetti l’uso professionale dell’abitazione e che le garanzie del suo datore di lavoro si estendano effettivamente al territorio francese.
Per un telelavoro svolto da un altro paese dello Spazio economico europeo, è richiesto il certificato A1 per stabilire il collegamento al regime di sicurezza sociale. Questo documento non ha un legame diretto con l’assicurazione abitativa, ma la sua assenza può complicare la gestione di un infortunio sul lavoro verificatosi a casa.
Dichiarazione di sinistro in telelavoro: qualificare il danno per evitare il rifiuto
In caso di sinistro a casa durante il telelavoro, la qualificazione del danno determina quale contratto viene mobilitato. Un infortunio corporeo verificatosi durante l’orario di lavoro è presunto infortunio sul lavoro, anche a casa. Un danno materiale, invece, dipende dalla natura del bene colpito e dalla causa del sinistro.
Dichiarare il sinistro a entrambi gli assicuratori (abitazione e datore di lavoro) entro i termini contrattuali rimane l’unica precauzione efficace. Aspettare la risposta di un assicuratore prima di contattare l’altro comporta il rischio di superare il termine di dichiarazione, spesso fissato a cinque giorni lavorativi.
Il telelavoro non ha creato nuovi rischi materiali. Ha spostato rischi professionali in uno spazio coperto da un contratto progettato per la vita privata. Rileggere le clausole d’uso del proprio MRH e richiedere un elenco delle garanzie professionali al proprio datore di lavoro richiede un’ora, un rifiuto di indennizzo richiede mesi per essere contestato.